23 settembre 2014

Mitologia norrena

La leggenda narra che Thor e Loki avessero un cugino, era egli il figlio di seconde nozze del fratello più piccolo di Odino, quello che aveva lasciato l’attività di famiglia di divinità per aprire una birreria con cucina ad Ásgard. Dopo essere stato abbandonato dalla prima moglie, una modella di calzari scappata con un rappresentante di scudi, si era risposato con una viticoltrice di Campobasso da cui era nato un figlio il cui nome era Diode Glizilla preso, pare, da un fratello prete della mamma; anche se alcune malelingue dicono che il nome vero fosse Diodeglizilla poiché fu la prima parola detta dal padre quando lo vide. Nonostante Odino ed il fratello non si frequentassero i tre cugini erano molto amici e Diode, a parte il vizio di farsi fare degli autoritratti improbabili, era un bravo ragazzo. Pur non essendo un dio come i cugini era comunque un semidio, anche lui dotato di poteri: se Thor aveva il suo martello ed il potere del fulmine e Loki il suo bastone ed il potere dell’inganno, lui aveva il suo cavatappi ed il potere del hangover senza mal di testa. Certo, potrebbe sembrare un potere da poco ma provateci voi ad andare in ufficio dopo una nottata con due mojito, tre moscow mule e mezza boccia di vodka liscia; Diode ci riusciva sempre, certo, la mattina dopo doveva anche capire chi fosse con lui nel letto, tipo una volta che si trovò un certo Enrico, anche se Diode non raccontava mai questa storia volentieri; comunque lui riusciva ad andare in ufficio senza mal di testa, magari gli faceva male altro ma per quello usava antidolorifici. I cugini uscivano spesso insieme e frequentavano “La Valkiria”, la discoteca più famosa di Ásgard, dove cercavano di rimorchiare le ragazze del posto. Thor era famoso per la sua bellezza e non aveva problemi e comunque, essendo figlio di Odino, non ne avrebbe avuti nemmeno se fosse stato un Picasso periodo cubista; dal canto suo Loki, con la storia del potere del bastone aveva molto successo con le milf di Ásgard. Diode però non era da meno perché con il suo apribottiglie riusciva a procurare free drink a iosa. Il giorno in cui Odino chiamò Thor per assegnargli il compito di scendere tra gli umani Diode era insieme a lui, si stavano fumando il muschio della parete nord del castello di Bilskimir. Appreso del suo compito Thor chiese al padre “Non c’è niente per Diode?” e Odino, nella sua immensa saggezza pensò ‘E mo a questo che cazzo gli faccio fare?’ e allora chiamò Diode e gli disse “Tu scenderai sulla Terra e spiegherai a gli umani i pericoli dell’abuso di alcolici”. Dopo essere stati venti minuti a ridere fino alle lacrime Odino, Thor e Diode si ricomposero e quest’ultimo chiese al potente zio “Come porterò a termine questo mio compito?”, “Con il tuo apribottiglie ed il suo potere”, “Non è che si potrebbe avere il potere del bastone?”, “Ancora con questa storia?!” disse magnanimo Odino e aggiunse “Ora scegli un luogo ed un tempo in cui manifestarti” e Diode, che aveva capito tutto, rispose “A Milano, durante il Salone del Mobile”. Prima che partisse Thor gli chiese “Dovrai usare un altro nome, laggiù, per confonderti con gli uomini, anche perché Diode è davvero un nome del cazzo, che nome userai?”, “Pig Floyd” e Odino guardò il cielo ed allargò le braccia in segno di buon augurio.

Il fatto è che su Twitter si incontrano personaggi incredibili e a me viene voglia di dedicar racconti.

18 settembre 2014

Anonimia

Fino a qualche tempo fa avevo impostato la moderazione nei commenti, non il tanto odiato capcha, ma semplicemente la moderazione. Ogni tot di tempo aprivo la pagina dei commenti in sospeso e li approvavo, un po' scomodo ma, tutto sommato, nei commenti da approvare ci finivano quelli giusti, nello spam quelli di spam. Ho levato la moderazione, non perché qualcuno me lo ha chiesto o perché abbia seguito i consigli di qualche sedicente cazzone...ehm santone della "libertà per i commenti", con campagne che telethon gli fa una pippa; no, semplicemente, un giorno ho deciso di levare la moderazione. Perché sto qui a raccontarlo, oltre che per poter scrivere qualcosa visto che c'ho un'aridità dentro che la metà basta? Semplicemente perché, da quando ho levato la moderazione dei commenti mi sono tornate ad arrivare le mail per ogni nuovo commento...compresi quelli di spam!! Ogni giorno cancello una trentina di commenti di spam, dalla posta, tutti scritti in inglese, tutti che si complimentano per la bellezza di quanto scritto (e qui, a dir la verità, mi era anche venuta voglia di lasciarli, i commenti, ché c'è sempre bisogno di complimenti), tutti che hanno, alla fine, un link a cui rimandare. Oltre alla delusione nel constatare che non sono vostri commenti c'è la rottura di palle di dover stare a cancellare le mail; "certo, così almeno fai qualcosa" dirà qualcuno di voi "anche perché ultimamente, a quanto pare, c'hai un'apatia che è asintotica al coma", aggiungerà, penso. Effettivamente anche questo è vero, sto in uno di quei periodi in cui trascino i giorni come fossero palle attaccate alle caviglie e l'unica cosa che vorrei fare è dormire e non sognare, assolutamente non sognare, visto che poi i sogni m'hanno pure scocciato, insieme ai pensieri del mattino, quelli della sera e quelli in mezzo ma poi, alla fine, i pensieri continuano a starci, io a non dormire e le palle, quelle metaforiche, a stare attaccate alle caviglie. Tornando ai messaggi di spam, ne ho giusto appena adesso cancellato uno che diceva "you are so cool", confermando il fatto che vengo preso per il cool, e ne continuano ad arrivare, tanto per dire che, alle volte, magari, la moderazione ha anche il suo perché e che, forse, alla fine, sei un po' un coglione, tu, sì, proprio tu.

09 settembre 2014

Contro

Contro le parole ed il tempo,
i desideri e la logica.
Contro i pensieri e le angosce,
le intuizioni e il dolore.
Contro me stesso,
soprattutto contro me stesso...





02 settembre 2014

Otto

I compleanni sono date da ricordare con piacere o segnano semplicemente lo scorrere del tempo? Appare chiaro dai miei ultimi due post come io stia avendo dei problemi con la gestione del tempo; la verità è che sto avendo problemi con la gestione di un po' di cose. Per quanto riguarda la scrittura mi piace pensare che, come altre volte, questo sia un momento di tiraggio; tipo quando carichi la fionda e tiri l'elastico, lo tiri fino al suo punto massimo di resistenza, fino a quando non ti tremano i muscoli del braccio, e poi rilasci di colpo e il sasso che, di solito, si utilizza con le fionde, schizza via fino a colpire il suo obiettivo, carico di quella forza di cui si parlava prima. Insomma, spero sia uno di quei momenti in cui le parole stanno aspettando la loro occasione per uscire, si stanno organizzando in bande, combriccole, formazioni a testuggine, per poi attaccare. Quanto al resto, credo di trovarmi in uno dei tanti punti bassi dell'oscillazione della mia onda personale, probabilmente risalirò, non importa, so di essere fatto così e questo mi basta.; trentotto anni mi hanno insegnato che non si cambia, la più grande cazzata che ci si possa raccontare è il cambiamento proprio o degli altri, al massimo ci si evolve, ma non si cambia; si finge per un po' fino a quando il beneficio supera il costo, poi si torna sempre quello che si è, nel bene e nel male. No, non sono felice ma nemmeno disperato; mi sono convinto, magari sbagliando, che inseguire una vita piatta, nel senso emozionale, sia uno sbaglio; che ognuno di noi ha la propria ricetta e via così. Ma torniamo ai compleanni, mi facevo la domanda con cui ho esordito perché oggi questo blog compie otto anni e, come ogni volta, mi sono trovato a ripensare a tutto quello che ho scritto in questi anni, il "capitale letterario", chiamiamolo così ma, soprattutto, il "capitale umano" che ho accumulato con questo blog, che non ha prezzo; su questo posso affermarlo senza tema di smentita: SONO FELICE delle persone che questo blog mi ha fatto incontrare, le vite, le storie, le facce anche, quando ho avuto la fortuna di materializzarle. Se ci penso non ci credo, otto anni, sono un bel po' di tempo, un sacco di cazzate dette eh, io lo so, ma anche cose piacevoli, divertenti, azzardo a dire anche belle eppure sono passati e posso dire che questo blog mi rappresenta perfettamente, rappresenta la mia evoluzione, il mio ondeggiare, le mie altalene emotive, i miei scazzi e le mie paturnie; insomma, me. Penso a tutto questo e mi dico che, per quanto in questo momento non sembri, ho ancora fame, ho ancora voglia di far festeggiare compleanni a questo blog anche se, a volte, mi viene voglia di chiuderlo perché tutto quello che porta tanta felicità porta anche tanto dolore e questo solo gli stupidi lo ignorano, e voi non siete stupidi. Virtualmente, vi abbraccio tutti, grazie.

27 agosto 2014

Intermezzo


Perché ci tenevo a farvi sapere che sono vivo, perché così magari me ne convinco anche io; ché le vacanze non sono servite a molto se mi sveglio la mattina che già mi son rotto i coglioni e che prima di alzarmi ho già pensato troppo, fino a sudare la rabbia, a volte, la tristezza, in altre, la voglia di fare, spesso. Perché tutte le parole si sono incastrate tra di loro e si spingono e non vanno da nessuna parte, saranno in controesodo anche loro, bloccate sull'autostrada del cervello. E poi il pezzo è magnifico, che non guasta.

18 agosto 2014

Sospesa...

Il problema del tempo è che anche quando ne hai lui tende a sfuggire, tende a fare come gli spiccioli quando cadono di tasca, rotola sotto i mobili; vola via dalle fessure, come la sabbia. Il tempo, anche quando si dilata, si estende, non basta mai perché quello che dovresti spendere lo sperperi in pensieri che si disperdono in mille rivoli pur essendo sempre il solito fiume. Ho promesso parole da giorni, da mesi, e sono tutte qui, impilate e sovrapposte sopra le mensole della mia testa, come in una polverosa e antica libreria che non vende libri, ma li accumula. Ho mille inizi su mille fogli di carta e nessun senso compiuto; cento bandoli di altrettante matasse e, come un pendolo, oscillo tra tutti i sentimenti senza, per fortuna, stabilizzarmi mai.

La foto l'ho scattata io, con il cellulare, giusto qualche sera fa, a Polignano. Vi racconterò del viaggio, giuro, vi racconterò. Come vi racconterò tante altre cose, prima o poi...

11 agosto 2014

Fuori

Fuori, sì viviamo fuori
ma fuori davvero
ci fa paura di andare
fuori dagli uomini
fuori dal cielo
fuori non riesco neanche
a immaginarlo vero...


Scusate, ho ancora gli occhi pieni di luce e la bocca piena di sabbia, la testa piena di parola e il cuore pieno di mancanze. Appena saprò come farlo cercherò di raccontarvi...